Max
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Tornato purtroppo dalla foresta amazzonica... qui sono ritratto davanti alla mia capanna di legno senza serramenti (praticamente un letto in mezzo agli alberi) insieme alla scimmietta battezzata Pancho che non ha mancato di distribuire pipi' e popo' sulle spalle degli ospitanti

Qui sopra di fronte alle enormi radici di un albero la cui chioma era 40 metri piu´in alto. Gli indigeni dicono che nella foresta ci sono "mas ojos que hojas", cioe´piu´occhi che foglie. In effetti a guardare attentamente si e´circondati da animali, come questa splendida lucertolona:

Oppure questa incredibile rana-foglia: per chi non la vedesse sta proprio in mezzo alla foto ed e´pure grande:

Di notte bisogna fare attenzione ai rami.....

Ma anche ai fiori e foglie e licheni che in realta´ sono bruchi....

Comunque non ci sono sono animali, ma anche bimbi del luogo:

Ma soprattutto.... attenti allo SCIAMANO!

Tra le varie esperienze provate, oltre a mangiare vive le formiche-limone inzuppando il dito inumidito di saliva sul tronco dove le poverine passano (si chiamano limone perche´sembra di mangiare la citrosodina), ho pescato e mangiato un pirana:

...... HO LASCIATO CHE UNA TARANTOLA GIGANTE E PELOSA MI CAMMINASSE SULLA FACCIA ....
e sono tornato a Quito a bordo di un trabiccoletto ad elica: il mio posto non era ne nella fila di destra ne in quella di sinistra, ma in mezzo al corridoio :-)

Grazie ad una macchinetta subacquea usa e getta da 10 euro, uno sviluppo rapido in zona andina e uno scanner per pellicole reperito a quota 2500 mt s.l.m. posso pubblicare, seppur con qualita' ridotta, alcune foto subacquaee scattate alle Galapagos!
Ecco un gregge di pesci dalla coda gialla, che con spirito darwiniano chiamero' Piscis Giallocudatus

Ed ora un tranquillo pesce con tappezzeria maculata, che battezzo Piscis Divanus

Adesso un incontro ravvicinato con i giovani leoni marini, quelli che si divertono a imitare le acrobazie degli umani che sott'acqua fanno capriole dopo aver assunto sostanze psichedeliche, Leonis Bizzarrus

E infine io, Homo Curiosus Insapiens, alle prese con una indifferente tartaruga marina (vista de culum), Caretta Pretiosas

Ora, gentili lettori, mi trasferisco per 5 giorni nella foresta equatoriale, precisamente nella riserva di Cuyabeno, al confine con la Colombia. Credo che almeno li' non vi sia ne' internet ne segnale telefonico, visto che (al contrario di quanto dicesse la lonely planet) ho percepito "5 tacche" persino sulla cima dei vulcani e in mezzo al pacifico.
Durante un trekking di 5 ore dal vulcano Qilotoa e Chugchilan si incontra il piccolo villaggio di Ambaya abitato prevalentemente da persone di lingua quechua (quelle originali quindi). I bambini della scuola (tutte le bambine vestite secondo l'usanza, con la bombetta) erano dapprima diffidenti e scappavano di fronte alla macchina fotografica. Poi, dopo aver visto le loro immagini riprodotte nel display mi hanno letteralmente assalito per farne altre: ad un certo punto ero seduto a terra con sei sette alunni appesi sulle spalle e altrettanti attorno. Oltre ad un simpatico video (che qui purtroppo non posso pubblicare) ecco alcune immagini.



Ogni giovedi' mattina si svolge il mercato nella cittadina si Saquisili. Nella sezione "animali" si vendono maiali, pecore e mucche, ma anche lama, alpaca e vigogne. Qui le persone sono un po' diffidenti. Mi devo mimetizzare tra i banchi armato di teleobiettivo per catturare gli sguardi.




Raggiungere il cratere Qilotoa non e' una impresa facile: prima bisogna viaggiare qualche ora sugli autobus ecuadoreni, che sono abbastanza veloci ma impiegano tempo a ripartire dopo ogni fermata: sul bus, appena si aprono le porte, salgono infatti numerosi venditori di banane, mais, patate, pollo lesso e perfino spiedini arrosto pronti da mangiare. Bisogna quindi aspettare che gli eventuali affari siano completati prima di ripartire.
Inoltre, le ultime tre ore di viaggio si svolgono lungo una strada che oscilla tra i 3000 mt e i 3800 mt. di altitudine su stradine un po' strette.... Non solo: per raggiungere l'alberghetto iper-ecologico sono state necessarie altre 2 ore nel cassone di una camionetta su una strada sterrata disastrata dal fango e dalla pioggia:
Ma almeno, dopo un'altra oretta di trekking il risultato e' questo:


La giro in barca tra le isole e' finito. Ora ci saranno giorni molto indaffarati per organizzare i prossimi spostamenti nella foresta equatoriale, al confine tra Peru e Colombia: spero che l'attento lettore abbia apprezzato le immagini fin qui pubblicate....
Mani di fata: